La disortografia è un disturbo persistente che riguarda l'acquisizione e la padronanza dell'ortografia. Non è mancanza di impegno, né una lacuna educativa, né un segno di pigrizia. È un modo diverso in cui il cervello elabora il linguaggio scritto, e non ha niente a che vedere con l'intelligenza, la cultura o il valore di una persona.
Che cos'è la disortografia?
La disortografia rientra nei disturbi specifici dell'apprendimento. Riguarda la capacità di scrivere correttamente le parole: ortografia dei suoni, accordi, desinenze, memoria della forma delle parole. Una persona può avere idee chiare e un vocabolario ricco e allo stesso tempo inciampare nel modo di trascrivere quelle parole sulla carta o sullo schermo.
L'origine è neuroevolutiva: il cervello elabora in modo diverso il legame tra i suoni e le lettere, e la memoria ortografica delle parole. Questo disturbo è presente fin dall'infanzia e spesso persiste in età adulta, anche quando sono state messe a punto delle strategie. È molto spesso associato alla dislessia, che riguarda la lettura: le due cose vanno spesso di pari passo, senza che questo sia sistematico.
Le diverse facce della disortografia
La disortografia non si vive allo stesso modo da una persona all'altra:
- L'ortografia dei suoni: alcune parole si scrivono come si sentono, con confusioni tra lettere simili o suoni vicini.
- Le regole grammaticali: gli accordi di genere e numero, le desinenze verbali o gli omofoni possono restare instabili, anche quando sono ben conosciuti.
- La memoria delle parole: l'immagine della parola corretta fatica a fissarsi, tanto che una stessa parola può essere scritta in più modi in uno stesso testo.
- La velocità e la fatica: scrivere correttamente richiede uno sforzo di controllo costante, che stanca in fretta e lascia meno energia per il contenuto.
Nessun profilo somiglia a un altro. L'intensità e la forma variano da persona a persona e da momento a momento.
Come si manifesta la disortografia nella vita quotidiana
Al di là della definizione, la disortografia si vive concretamente, soprattutto ogni volta che bisogna scrivere:
- Gli scritti di tutti i giorni: una mail, un modulo, un biglietto lasciato sul tavolo possono diventare una fonte di stress e richiedere molte riletture.
- I messaggi: in un SMS o in una chat, la voglia di fare bene lotta con la paura dell'errore. Alcune persone evitano di scrivere, preferiscono i messaggi vocali o accorciano le frasi.
- Lo sguardo degli altri: gli errori attirano spesso commenti ingiusti, mentre non dicono nulla del livello di riflessione né della sensibilità della persona.
- Gli strumenti di supporto: correttori, dettatura vocale o la rilettura di una persona vicina diventano veri alleati nella vita di tutti i giorni.
Queste manifestazioni cambiano a seconda del contesto. Un ambiente accogliente, in cui non si giudica la forma, cambia tutto.
La disortografia negli adulti
Molti adulti sono cresciuti senza mai dare un nome alla propria difficoltà. A volte si sono sentiti dire che erano "negati per l'ortografia" o "poco applicati", e hanno finito per crederci. Scoprire la disortografia, anche tardi, porta spesso un enorme sollievo: non era una mancanza di volontà, ma un funzionamento del tutto reale e conosciuto.
In età adulta molti hanno sviluppato strategie efficaci: rileggersi, usare i correttori, scegliere mestieri in cui lo scritto pesa meno oppure, al contrario, un'organizzazione minuziosa. La difficoltà resta, ma non impedisce di riuscire, né di esprimersi, né di creare.
Come si diagnostica la disortografia?
Non esiste nessun esame del sangue né esame di imaging che permetta di fare la diagnosi. La disortografia si individua con una valutazione logopedica, condotta da un logopedista o da una logopedista. Il percorso si basa sui criteri internazionali dei disturbi specifici dell'apprendimento, principalmente il DSM-5 e l'ICD-11, e segue diverse tappe:
- Colloquio e storia personale: si ripercorre il percorso scolastico, le difficoltà incontrate con lo scritto e il loro impatto concreto sulla vita di tutti i giorni.
- Prove di scrittura standardizzate: dettati, produzioni scritte ed esercizi mirati misurano l'ortografia rispetto a quanto ci si attende per l'età e il livello.
- Analisi degli errori: non si contano soltanto gli errori, si guarda il loro tipo e la loro regolarità, per capire dove sta il blocco.
- Diagnosi differenziale: il o la professionista verifica che le difficoltà non si spieghino meglio con altro (mancanza di apprendimento, disturbo visivo o uditivo) e individua i disturbi spesso associati, come la dislessia.
È la convergenza di questi elementi, e non un solo dettato andato male, a fondare la diagnosi.
Disortografia e vita amorosa
In amore, la disortografia può aggiungere un piccolo timore: inviare un primo messaggio, scrivere qualcosa di tenero, pensare che l'altra persona giudicherà gli errori prima del contenuto. Eppure un errore di ortografia non dirà mai nulla della tua gentilezza, del tuo umorismo o della tua profondità. Quello che conta in un messaggio è ciò che porta con sé, non il numero di lettere al posto giusto.
È esattamente l'idea di Atypiklove: incontrare persone che leggono quello che vuoi dire, non il modo in cui è scritto. Persone per cui il tuo modo di funzionare è un dato di fatto, non qualcosa da correggere o da nascondere.