Incontri autismo

Sovraccarico sensoriale e intimità: contatto, rumore e stanchezza

Il contatto può essere piacevole un giorno e insopportabile quello dopo. Capire il sovraccarico sensoriale aiuta le coppie autistiche e ipersensibili a creare un'intimità consensuale.

5 minDi atypiklove

Un abbraccio che ieri calmava può essere troppo stretto oggi. Il profumo normalmente piacevole può diventare invasivo dopo una giornata rumorosa. Un bacio può essere desiderato, mentre la sensazione di una barba, di un tessuto o di una luce forte rende il momento impossibile.

Il sovraccarico sensoriale nella coppia viene spesso interpretato male. Il partner sente "non voglio te", mentre il sistema nervoso dice "non riesco più a elaborare una sensazione in più". Dare un nome a questa differenza protegge l'intimità invece di raffreddarla.

I sensi non funzionano con un volume fisso

Le persone autistiche possono presentare sensibilità sensoriali particolari. Alcune sensazioni sono percepite come molto intense, altre come insufficienti, e il profilo varia da persona a persona. La Maison de l'autisme ricorda che queste particolarità possono influenzare la vita affettiva e sessuale.

Il limite può anche cambiare a seconda di:

  • La stanchezza e la mancanza di sonno;
  • Lo stress o un conflitto recente;
  • Il calore, il dolore o la fame;
  • Un ambiente già rumoroso;
  • L'accumulo di contatti sociali;
  • Il carattere previsto o imprevisto del tocco.

Una persona può amare essere presa tra le braccia quando l'ha scelto e saltare di sorpresa se lo stesso gesto arriva da dietro. Il contesto e il controllo percepito contano tanto quanto la sensazione stessa.

Rifiutare un contatto non significa rifiutare l'affetto

In molte coppie, il contatto fisico serve a rassicurare, riparare un conflitto o mostrare amore. Se uno dei partner non può riceverlo nel momento in cui l'altro ne ha bisogno, entrambi possono sentirsi rifiutati.

Aiuta a separare tre messaggi:

  • «non voglio questo contatto ora»;
  • «Non voglio alcun contatto fisico oggi»;
  • «Non voglio vicinanza con te».

Queste frasi non dicono la stessa cosa. Una formulazione precisa evita che il cervello completi automaticamente con quella più dolorosa.

Ad esempio: «Ti tengo per mano e voglio stare vicino a te, ma la mia pelle non sopporta un abbraccio ora. Possiamo sederci fianco a fianco?»

Creare una mappa sensoriale a due

Fate questo esercizio al di fuori di un momento intimo o di una crisi. Per ogni senso, annotate cosa è piacevole, variabile o difficile:

  • tatto: pressione leggera o profonda, zone sensibili, durata, temperatura delle mani;
  • suono: musica, respirazione, rumori esterni, bisogno di silenzio;
  • luce: intensità, colore, possibilità di spegnere;
  • odore: profumo, prodotti, cibo, detersivo;
  • consistenza: lenzuola, vestiti, capelli, barba;
  • movimento: rimanere immobili, coccolare, camminare fianco a fianco.

Aggiungete i segni precoci di sovraccarico: irritabilità, difficoltà a parlare, gesti ripetitivi più intensi, bisogno di fuggire o sensazione di dolore. Questa carta non è un contratto definitivo. Offre un vocabolario da rivedere.

La nostra pagina sul disturbo dell'elaborazione sensoriale presenta più ampiamente le differenze nel modo di elaborare gli stimoli.

Chiedere un consenso che rimane semplice

Il consenso non uccide la spontaneità. Una domanda può essere delicata: "vuoi un abbraccio stretto o preferisci soltanto la mia mano accanto a te?", "posso baciarti?", "vuoi continuare?".

Concordate anche segnali semplici per quando parlare diventa difficile: una parola, un gesto o una pressione della mano per rallentare o fermarsi. Lo stop deve essere rispettato immediatamente, senza insistenza né negoziazioni.

Un'assenza di risposta, un congelamento o uno shutdown non valgono consenso. Se non siete sicuri, fermatevi e controllate più tardi, quando la persona può comunicare liberamente.

L'intimità non è la quantità di contatto sopportata. È la sicurezza con cui ognuno può dire sì, no, meno, diversamente o no ora.

Preparare l'ambiente senza trasformare il desiderio in una procedura

Alcune adattazioni possono liberare l'attenzione:

  • Luce più dolce;
  • Finestra chiusa o rumore di fondo regolare;
  • Lenzuola e vestiti scelti per la loro consistenza;
  • Prodotti senza profumo;
  • Temperatura regolata;
  • Tempo di decompressione prima della vicinanza;
  • Possibilità di fare una pausa senza interpretazione negativa.

Non sono preliminari obbligatori per tutte le persone autistiche. Sono opzioni da testare. La ricerca qualitativa sull'intimità fisica negli adulti autistici sottolinea proprio la diversità delle esperienze e l'importanza di poter identificare e comunicare i propri bisogni sensoriali.

Moltiplicare le forme di prossimità

L'intimità può passare attraverso il tatto, ma anche attraverso un'attività condivisa, una conversazione scritta, una presenza silenziosa, un pasto preparato insieme o lo scambio di un oggetto significativo.

Create un menu di vicinanza:

  • Guardare un episodio sotto due copertine separate;
  • Camminare senza obbligo di parlare;
  • Leggere ognuno da un lato nella stessa stanza;
  • Inviare una canzone o una nota vocale;
  • Cucinare con compiti chiaramente distribuiti;
  • Posare una mano nelle vicinanze senza toccare.

Questa diversità evita che un rifiuto di abbraccio chiuda ogni possibilità di legame.

Quando anche il partner vive una mancanza

Rispettare un rifiuto non obbliga a negare i propri bisogni. Il partner che ama il contatto può esprimere la sua tristezza senza colpire l'altro: «toccare mi aiuta a sentirmi vicino. Mi piacerebbe che cerchiamo dei momenti o delle forme che funzionino per entrambi».

La soluzione non può essere né la coercizione, né la rinuncia permanente ai bisogni di un partner. Un terapeuta di coppia o un sessuologo formato sull'autismo e sul consenso può aiutare quando i bisogni sembrano incompatibili o quando il tema provoca una sofferenza duratura.

Se il sovraccarico provoca meltdown o shutdown nella coppia, lavorate anche sui segnali precoci e sul recupero. Per i suoni molto specifici, l'articolo sulla misofonia in coppia propone punti di riferimento distinti.

Fonti e punti di riferimento

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